Manifestazione a Viareggio contro la violenza

La Nazione (18/09/06)
VIAREGGIO. PLAUSI E CRITICHE ALLA MARCIA
Ugo Unti non digerisce la presenza dei gonfaloni degli enti pubblici

«Quale miglior esempio di solidarietà la manifestazione di ieri pomeriggio — scrive Amando Mancini — All’inizio davanti al comune eravamo in pochi. Poi, nonostante la pioggia, la gente è arrivata, tantissimi giovani. Davvero una bella prova di civiltà e di un avvenuto processo di maturazione, che ormai include e normalizza una diversità che fino a ieri era emarginata. Ora è il momento di superare la dicotomia eterosessualità, omosessualità ed è il momento che anche gli omosessuali escano dal loro ghetto dorato (dorato?; Ndr) e ci aiutino a fare un altro passo verso la definitiva normalizzazione».
«Come al solito l’intelligenza politica della sinistra ha trasformato una giusta protesta popolare per condannare l’odio e la prepotenza — scrive invece Ugo Unti — in una manifestazione partigiana. Quello che non ammetto è che abbiano portato in corteo i gonfaloni della Regione, della Provincia e della città di Viareggio. Questi signori, che reclamano a gran voce il rispetto di tutti per tutti, debbono imparare loro per primi a rispettare chi non la pensa politicamente come loro e perciò, in un corteo voluto per nobili fini, dove si esibiscono vessilli di partiti di sinistra e si suonano canzoni come Bella ciao, credo non sia giusto portare gonfaloni che rappresentano cittadini di qualsiasi fede politica».

L’Unita’ (18/09/06)
PAOLA, CHE FU STUPRATA PERCHé OMOSESSUALE…MA OGGI IL BRANCO HA PERSO
Un lettore scrive all’Unità commentando la bella manifestazione di sabato a Viareggio

Cara Unità,
una bella soddisfazione per Paola. Quale miglior esempio di solidarietà la manifestazione di ieri pomeriggio. All’inizio, davanti al Comune eravamo in pochi, erano di più i poliziotti, poi via, via le nostre preoccupazioni si sono rivelate immotivate. Lentamente, nonostante la pioggia, la gente è arrivata, tantissimi giovani. Davvero una bella prova di civiltà e di un avvenuto processo di maturazione, nel senso comune, che ormai include e normalizza una diversità che fino a ieri era emarginata dalla diversità di maggioranza. Ora è il momento di superare la dicotomia eterosessualità, omosessualità ed è il momento che anche gli omosessuali escano dal loro ghetto dorato e ci aiutino a fare un altro passo verso la definitiva normalizzazione dell’omosessualità stabilizzando un concetto di normalità che , grazie alle lotte comuni di questi ultimi anni, è riuscito a includere l’omosessualità e il trasgender come normali comportamenti, tra adulti consezienti, che esprimono il libero desiderio, la libera volontà, la libera possibilità di essere, nella società, ciò che una persona desidera essere, esprimere, affermare anche sessualmente. Possiamo dire che siamo capaci lottare insieme contro ogni discriminazione di genere e contro ogni violenza fascista. È la vittoria della società sul branco. Viareggio ha dato, ancora una volta, una grande prova di democrazia e maturità.

Il Tirreno del 17/09/2006
Anche la ragazza stuprata fra il migliaio al corteo: “Aiutiamo chi non ha il coraggio di denunciare”

LUCA CINOTTI VIAREGGIO. Quando lo speaker dal palco annuncia che “questa manifestazione è per lei, per Paola”, la ragazza non applaude. Poi, mentre tutti intorno battono le mani, comincia timidamente a seguire il ritmo della folla. Capelli biondi lunghi alla spalla, giacca di pelle chiara, Paola, la ragazza violentata ad agosto, a Torre del Lago, perché lesbica, si confonde in mezzo alla folla delle quasi mille persone che hanno aderito alla manifestazione contro la vilenza e l’omofobia. E confessa, con un filo di voce: “Mi sento tremare tutta”. Stare insieme fa bene, riscalda. Questo si legge negli occhi di Paola. E questo è il senso delle sue parole: “Vedere così tante persone è confortante, è un grande aiuto”. Ma – più che altro – il successo della manifestazione, nonostante le pessime condizioni meteorologiche può essere un aiuto importante per quelle che il coraggio di Paola non l’hanno avuto: “Non mi stanco di ripeterlo: no al silenzio. Bisogna capire che ci sono molti, moltissimi, uomini e donne, che non hanno denunciato nulla. Manifestazioni come queste sono un aiuto soprattutto per loro”. Paola ha percorso tutto il corteo confusa tra la folla. Davanti a lei lo striscione “No alla violenza” e le tante autorità che hanno deciso di aderire: il sindaco Marco Marcucci (che ha percorso l’ultimo tratto in auto), il presidente della Provincia Stefano Baccelli, l’assessore regionale Agostino Fragai, gli onorevoli Franco Grillini e Titti De Simone, il senatore Milziade Caprili. Ma non mancava nemmeno l’assessore Laura Bandini, in rappresentanza della Provincia di Livorno. E, soprattutto, c’erano i nomi storici della comunità gay di Viareggio, Alessio De Giorgi e Regina, pieni di atteggiamenti premurosi nei confronti della ragazza. Che “ringrazia Viareggio, perché ha veramente dato il meglio di sé”. Perché la città non è solo violenza, anzi. E questo gli interventi sul palco in piazza Margherita (raggiunta dopo che il meteo aveva fatto presagire una fine anticipata del corteo in Croce Verde) l’hanno messo in luce. Anche se l’onorevole Franco Grillini ha ricordato che “i violentatori di Paola sono viareggini, e la città deve abbandonare l’omertà e se qualcuno conosce i possibili responsabili deve denunciarli alle autorità”. Durissime invece sono state le parole del sindaco Marcucci che ha tracciato due paralleli: quello con la liberazione di Vaireggio dal nazifascismo (il cui 62esimo anniversario ricorreva proprio ieri) e un altro, più recente, con la vicenda di via Zara e la mobilitazione della città culminata con le Notti bianche. “Qualche fascista – ha proseguito poi il primo cittadino – ha cercato di seminare qualcosa che ha poi prodotto una mascalzonata”. Il Comune, ha ricordato Marcucci, ha poi dato un forte sostegno alla ragazza. Un appello all’orgoglio gay è venuto dalla deputata Titti De Simone che insieme al collega Grillini, ha ricordato l’incontro con il ministro dell’interno Amato e con quello della giustizia Mastella per far estendere le aggravanti della legge Mancino contro il razzismo anche alla violenza e alle discriminazioni contro la comunità omosessuale. Intanto, il carro musicale del consorzio Friendly Versilia non smette di suonare un personalissimo medley fra dance, canzoni partigiane 8Bella Ciao), hit di oggi (Gianna Nannini) ed evergreen (i Village People). Il presidente della Provincia di Lucca, Baccelli, invita tutti ad avere un “equilibrio pacifista” e ricorda l’impegno dell’ente per far entrare il rispetto della diversità (di qualsiasi tipo sia) all’interno delle classi scolastiche. Soddisfatti, molto soddisfatti, anche De Giorgi e Regina. Che alla domanda sul “dopo”, sul possibile (se non inevitabile) calo di tensione che segue le mobilitazioni, si dichiarano fiduciosi: “Questo è un seme che è stato gettato e che faremo crescere. Ciò vuol dire che, insieme a tutte le associazioni che hanno promosso questo corteo, faremo qualcosa anche durante i mesi invernali. Stiamo già pensando ad un programma”. Le sigle che hanno aderito sono più di quaranta, dai sindacati, ai partiti, alle associazioni omosessuali. Ma c’erano anche tante persone comune, e pure studenti delle superiori: del Classico, del professionale Marconi, del Chini di Lido di Camaiore. E, con un comunicato, ha dato la sua adesione Alessandro Antichi, candidato del centrodestra alle ultime elezioni regionali: perché la lotta contro le discriminazioni sessuali va oltre le divisioni politiche. E anche per questo, finalmente, Paola sorride.

L’Unita del 17/09/2006
Quanta bella gente intorno a Paola: in corteo contro l’omofobia e la violenza A

A Viareggio giovani, associazioni e istituzioni a fianco della donna lesbica che ebbe il coraggio di denunciare l’aggressione subita. “Oggi mi sento forte” “Sono arrabbiata con chi non vuol capire, abbiamo rotto il silenzio ma non basta. Molti episodi di violenza ai danni di donne lesbiche come me sono ancora taciuti. Se mi sento forte è perché non mi hanno lasciata sola. Chiedo soprattutto rispetto”. Paola, la donna lesbica violentata a Torre del Lago, era in testa alla manifestazione “Stop omofobia” che si è tenuta ieri a Viareggio in risposta alle aggressioni di questo scorcio d’estate. I violentatori le hanno detto: “Brutta lesbica, ora tocca a te”. Lei ha avuto il coraggio della denuncia e della protesta in piazza. In questi giorni centinaia di mail di solidarietà hanno continuato a darle forza: “Paola hai cominciato, non fermarti più”. Il sindaco Marco Marcucci, dal palco, le ha portato il saluto della cittadinanza. Barbara Pollastrini, responsabile del ministero per le pari opportunità, ha scritto: “Vi sono vicina, chiedo la vostra collaborazione per un piano di azione contro tutte le discriminazioni e le violenze”. Con Paola e per Paola hanno sfilato due mila persone e le istituzioni locali – c’erano il gonfalone della Regione Toscana e della Provincia – , mentre l’assessore regionale Fragai dei Ds ha ricordato che nello statuto è sancito a chiare lettere il diritto alla libertà sessuale. C’erano le associazioni: da Crisalide azione trans ad Arcilesbica locale e nazionale, ad Arcigay nazionale, e tante sigle “libertarie” e antifasciste, compreso il “gruppo uomini Viareggio”. Al fianco di Paola è stato Alessio De Giorgi, di Arcigay Toscana, promotore delle iniziative a Torre del Lago: “Abbiamo aspettato che Paola fosse pronta a denunciare. Ed ecco il risultato: l’impegno dei ministri ad includere i reati di omofobia tra quelli previsti dalla legge Mancino, la risposta della piazza”. Il corteo ha sfilato per una città di mare resa autunnale dalla pioggia. Tra ali di folla in preda a sentimenti opposti: da una parte la paura che le aggressioni mettono addosso, dall’altra la forza implicita che dà ogni risposta. “Sembra di essere tornate indietro. Siamo impaurite, ma non rassegnate”, dice AnnaMaria di Arcilesbica Firenze. Sfilano molte bandiere Ds. Tra i presenti c’è Marco Filippeschi della segreteria nazionale e deputato Ulivo e l’onorevole Franco Grillini che dal palco ha dichiarato: “Le vittime delle violenze devono essere più protette, se il passato governo è stato di uno solo, questo deve essere di tutti”. Mentre Titti De Simone di Rifondazione ha ribadito: “Abbiamo deciso di rispondere a chi non sopporta la libertà, al machismo che non tollera l’autonomia delle lesbiche”. La prima a rispondere è stata Paola. (Delia Vaccarello.)

La Repubblica del 17/09/2006
Pagina VII – Firenze Dopo le aggressioni ai gay Viareggio Mille in piazza in difesa delle minoranze In corteo la ragazza violentata a Torre del Lago Erano un migliaio ieri in piazza Nieri e Paolini a Viareggio per dire “No alla violenza”, la manifestazione organizzata dall’Arci, dai comitati cittadini, dalla Cgil e dall’Arcigay per dire basta alle discriminazioni contro tutte le minoranze. Al serpentone che sotto la pioggia si è snodato per le strade del centro hanno partecipato anche il sindaco di Viareggio Marco Marcucci, il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, l’assessore regionali Fragai e Marco Filippeschi, della direzione nazionale Ds. “E’ importante che non ci si abitui alla violenza – ha detto Filippeschi – Partecipiamo alla manifestazione di Viareggio solidali con chi come Paola (la ragazza lesbica violentata a Torre del Lago ndr) è stata vittima di un’aggressione, per assicurare il nostro impegno contro l’omofobia e ogni intolleranza”. Proprio da Paola, arrivano parole di soddisfazione dopo le assicurazioni da parte dei ministri Amato, Pollastrini e Mastella di inserire nella legge Mancino anche le minoranze gay e lesbiche. “Il mio sacrificio – ha detto – almeno è servito a qualcosa”. La manifestazione si è conclusa nella sede della Croce Verde dove tra glia altri hanno preso la parola l’onorevole Grillini e la deputata di Rifondazione Titti De Simone. (f.l.).

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