Il Lavoro con la regione

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Da diversi mesi, ormai, Arcigay Pride! – Pisa, insieme a molte altre realta’ del movimento lgbt Toscano, prende parte ad incontri e Tavoli di lavoro con la Regione Toscana per concertare e predisporre gli interventi di applicazione della Legge Regionale 63/2004 “Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identita’ di genere” (per il testo della legge, clicca qui). Pochi giorni fa, a seguito di un incontro per la progettazione di un futuro corso di formazione per il personale sanitario sulle tematiche dell’orientamento sessuale e dell’identita’ di genere, un’associazione fiorentina lgbt “di movimento” ha diffuso una lettera contenente delle pesanti accuse nei confronti della Regione e delle altre realta’ associative lgbt toscane.
Pubblichiamo qui di seguito la risposta di Arcigay Toscana e dei Comitati Provinciali Arcigay della nostra regione.

Al Presidente della Regione Toscana Claudio Martini
All’Assessore alle Riforme Istituzionali ed al Rapporto con gli Enti
locali Agostino Fragai
Alla Giunta della Regione Toscana
Al Presidente del Consiglio della Regione Toscana Riccardo Nencini
Alle Consigliere e ai Consiglieri della Regione Toscana
Ai Gruppi Consiliari della Regione Toscana

e pc. All’Associazione Azione Gay e Lesbica
Alle Associazioni LGBT della Toscana

Oggetto: Polemica sull’attuazione della normativa contro le
discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di
genere

Prendendo atto della lettera inviata ai soggetti in indirizzo da parte della Associazione “Azione Gay e Lesbica – Onlus” di Firenze, esprimiamo con la presente il nostro totale dissenso dal contenuto di tale lettera.

Al contrario di quanto affermato da Azione Gay e Lesbica, l’attuazione della legge 63/2004 – ritardata a causa di un ricorso presentato da parte del governo Berlusconi, non a causa di negligenze imputabili alla Giunta Regionale – è stata avviata appena si sono create le condizioni per farlo dopo la sentenza della Cassazione. Ciò è avvenuto con tempi e modalità celeri e con la massima disponibilità della Regione, sia da parte degli interlocutori politici, sia di quelli tecnici.

La discussione avviata non risulta affatto sbilanciata verso questioni di salute. Gli interventi relativi alla questione HIV stanno partendo con anticipo, unicamente perché le ASL stanno applicando – giustamente – i principi della legge 63/2004 anche a fondi propri ed hanno invitato, nell’ottica della partecipazione democratica, le Associazioni lgbt a contribuire a perfezionare tali interventi, già finanziati con fondi della formazione.

È assolutamente falso che il Tavolo di Consultazione è nato con ‘modalità poco chiare’ e che il soggetto capofila per conto delle ASL sia stato scelto “in modo poco comprensibile”. Al contrario, tutte le scelte sono state prese in modo trasparente e compartecipato e nel pieno rispetto delle competenze istituzionali dei soggetti coinvolti, tenendo conto anche delle positive esperienze maturate in precedenza, per esempio da parte della ASL di Lucca.

E’ assolutamente falso che Arcigay nel tavolo sia predominante, anzi è vero il contrario: su sei rappresentanti del mondo dell’associazionismo, sono solamente due quelli di Arcigay, mentre sono ben cinque le associazioni affiliate ad Arcigay in Toscana contro le nove che partecipano al tavolo.

Anche i lavori avviati con gli altri Assessorati competenti per l’attuazione della Legge 63 non sono, a nostro avviso, ‘poco concludenti’, come afferma Azione Gay e Lesbica, ma seguono i normali tempi e le modalità della concertazione, come avviene normalmente anche con altri
soggetti della Società Civile. Il fatto che i tempi burocratici non sempre coincidano con le aspettative soggettive dei singoli è sicuramente deplorevole, ma non costituisce in alcun modo una dimenticanza o disattenzione da parte degli Assessorati e degli Uffici Regionali.

Riteniamo, inoltre, che un Assessore sia assolutamente libero di individuare i propri consulenti sulla base delle specifiche competenze ed esperienze delle persone di cui si intende avvalere. L’Associazionismo eccede decisamente le proprie competenze quando intende sindacare sulle scelte degli Assessori Regionali in merito ai propri collaboratori.

Riteniamo peraltro un elemento di grande importanza per tutti noi che il percorso di attuazione della legge sia seguito da una professionalità specifica, che ben conosce la materia avendo seguito il nuovo Statuto Regionale e la Legge contro le Discriminazioni: con questa decisione la Toscana si conferma ancora una volta regione all’avanguardia sulle materie che ci riguardano, essendo la prima a dare vita ad una sorta di Osservatorio per l’applicazione dello Statuto Regionale e della legge contro le discriminazioni.

Firenze 26/10/06

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